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Bassa riserva ovarica:
quali strategie per la riproduzione?

Anamnesi pregressa

Rottura del sacco amniotico, Aborto Terapeutico e Cura Antidepressivi.
Bassa riserva ovarica

Metodiche impiegate

FIVET, ICSI

Data di Arruolamento

2 Dicembre 2024

Durata del trattamento

In corso

Bassa Riserva Ovarica -Quali strategie - Dr.ssa Chiara Granato Embriologa
Salve dottoressa Granato, io e mio marito abbiamo entrambi 36 anni.
Siamo alla ricerca di una gravidanza da due anni, ma non arriva. Già dieci anni fa sono rimasta incinta, ma, purtroppo, dovetti subire un aborto terapeutico a causa della rottura prematura del sacco amniotico.
Adesso, mi rendo conto che ho un'altra età, non riesco più a rimanere incinta. Ho fatto l’esame dell’AMH e ho una bassa riserva ovarica. A peggiorare le cose, oltre ad un problema tubarico, durante questi due anni di fallimenti, la depressione mi ha fatto prendere molto peso. Ho messo più di 30 chili. Da allora, ho iniziato una cura con antidepressivi che però ho terminato il 15 febbraio scorso perché abbiamo deciso di riprovare. Sto meglio, anche se devo perdere peso. Le allego l'esame AMH e quelli ormonali fatti anche se di più di un anno fa.
Potrei avere un suo parere sulla mia situazione attuale e se posso avere ancora possibilità di ottenere una gravidanza in modo naturale?
Rosalia

Ciao Rosalia (Nome di Fantasia), è comprensibile che, alla soglia dei 36 anni, la percezione del tempo renda ogni scelta più urgente e difficile. La diagnosi di bassa riserva ovarica, confermata dall’AMH ridotto, indica una quantità inferiore di ovociti disponibili, ma non definisce la qualità degli ovociti. È fondamentale distinguere tra quantità e qualità: anche con AMH basso, il tuo corpo può produrre ovociti vitali e ottenere una gravidanza. Tuttavia, la “finestra di opportunità” potrebbe essere più ristretta e richiedere strategie mirate.

Un altro aspetto importante riguarda il peso corporeo e la storia di depressione. Questi fattori non rappresentano “colpe o debolezze”, ma fattori medici che influiscono direttamente sulla fertilità. L’eccesso di tessuto adiposo può alterare l’ovulazione e la qualità degli ovociti, mentre gli antidepressivi e la depressione alterano l’equilibrio ormonale necessario all’ovulazione. Il fatto che tu abbia sospeso la terapia sotto controllo medico e stia affrontando il percorso con maggiore equilibrio rappresenta un primo passo essenziale per migliorare le probabilità di successo.

I punti chiave della tua storia

Rosalia, la tua storia riproduttiva è complessa, ma hai già vissuto una gravidanza, dimostrando che il tuo corpo è in grado di concepire, anche se l’esperienza dell’aborto terapeutico, dovuto alla rottura prematura del sacco amniotico, è stata profondamente dolorosa. A questo si aggiungono alcune sfide mediche, come la bassa riserva ovarica e le problematiche tubariche, che richiedono un approccio moderno. Che si basa su una diagnosi precisa e sulla stadiazione degli interventi, partendo dalle soluzioni meno invasive fino a quelle più complesse, in base alle specifiche esigenze della coppia.

Anche l’impatto emotivo del tuo vissuto e il conseguente aumento di peso hanno un ruolo importante nel tuo percorso, perché la depressione è una tempesta ormonale che altera l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e, di conseguenza, può sconvolgere il delicato equilibrio ormonale necessario all’ovulazione. Ma il fatto che tu stia lavorando attivamente sul tuo benessere fisico e psicologico rappresenta oggi una risorsa fondamentale.

Ora, analizziamo in modo strutturato e analitico quali sono i passi successivi, basandoci su un approccio differenziale che affronti uno per uno i problemi emersi.

Hai già concepito in passato, dimostrando che il tuo corpo può portare avanti una gravidanza. L’aborto terapeutico è stato traumatico, ma non comporta uno stato di infertilità permanente.

L’AMH basso a 36 anni segnala una ridotta disponibilità di ovociti. Questo non impedisce il concepimento, ma richiede strategie mirate per massimizzare le possibilità di successo.

Le alterazioni tubariche possono rappresentare un ostacolo alla fertilità naturale, poiché interferiscono con il normale incontro tra ovocita e spermatozoo. Rimane fondamentale definirne l’entità.

Depressione e aumento di peso influenzano sia l’ovulazione sia la qualità ovocitaria. Affrontare un percorso per la perdita di peso e migliorare il benessere psicologico rimane essenziale.

Bassa Riserva Ovarica -Quali strategie - Dr.ssa Chiara Granato Embriologa

Come affrontare la tua situazione

Rosalia, dopo aver analizzato la tua storia clinica, possiamo delineare le opzioni concrete. Ogni percorso deve essere basato su esami aggiornati. I valori di un anno fa, in una situazione di riserva ovarica, potrebbero essere significativamente cambiati.

Ecco perché, solo dopo aver aggiornato il tuo quadro clinico potremo definire gli interventi, partendo dalle soluzioni meno invasive fino a quelle più complesse, in base alle specifiche esigenze della coppia.

Un percorso ad ostacoli ma con strade percorribili

Rosalia, questo momento, seppur difficile, può diventare un’occasione per ridefinire un percorso personalizzato. La medicina della riproduzione moderna offre strumenti sofisticati, dalla gestione dello stile di vita ai protocolli di stimolazione personalizzati fino alla Fecondazione Assistita (PMA) e all’ovodonazione. Il percorso richiede consapevolezza, informazione e il supporto di un Centro di PMA di eccellenza che sappia integrare approccio medico, nutrizionale e psicologico.

Una Clinica per la fertilità è un sistema integrato di cura, che offre una presa in carico globale. un’équipe che comunichi con chiarezza e umanità. Tu e tuo marito avete il diritto di comprendere appieno ogni fase, ogni percentuale di successo, ogni rischio. Dovete sentirvi pazienti, non numeri. Un buon medico ti guarderà negli occhi, ascolterà le vostre paure (compresa quella, più che legittima, di non farcela) e costruirà con voi un progetto realistico, passo dopo passo.

Strategia mirata

Protocolli innovativi

Possibilità di successo

Il desiderio che ti ha spinto a contattarmi, la tua determinazione e la volontà di affrontare la sfida con consapevolezza rappresentano un grande punto di forza. Significa che vuoi conoscere tutte le opzioni, essere informata sui protocolli, comprendere le percentuali di successo realistiche e accettare il supporto psicologico necessario.

Molte donne, anche mie pazienti (puoi visionare alcune testimonianze), in condizioni simili hanno raggiunto la maternità, sia con un ultimo tentativo mirato di stimolazione omologa sia attraverso l’ovodonazione. La differenza tra un percorso e l’altro dipenderà dalla strategia che condivideremo: si tratta di scegliere la strada che massimizza le possibilità di successo e tutela il tuo, il vostro, benessere emotivo e fisico.

Domande frequenti

No. La bassa riserva ovarica indica una riduzione del numero di ovociti disponibili, ma non rappresenta una diagnosi di infertilità definitiva. È fondamentale distinguere tra quantità e qualità ovocitaria: anche con un numero ridotto di ovociti, è possibile che questi siano geneticamente e funzionalmente validi. Tuttavia, le probabilità possono essere inferiori rispetto a chi ha una riserva ovarica normale e il tempo a disposizione può essere più limitato. Per questo motivo è importante adottare strategie mirate, basate sull’età, sugli esami ormonali aggiornati e sulla risposta ovarica individuale.

La valutazione della riserva ovarica non si basa su un singolo valore. Oltre all’AMH, è necessario considerare FSH, LH ed estradiolo nei primi giorni del ciclo, insieme al conteggio dei follicoli antrali tramite ecografia transvaginale. In alcuni casi è utile approfondire anche la funzionalità tiroidea, i livelli di vitamina D e la pervietà tubarica. Un inquadramento diagnostico completo consente di definire un percorso personalizzato e di scegliere il trattamento più adeguato, evitando perdite di tempo prezioso.

Sebbene la quantità di ovociti non possa essere aumentata, la qualità ovocitaria può essere influenzata positivamente. Un miglioramento dello stile di vita, con perdita di peso se necessario, alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e riduzione dello stress, può avere un impatto significativo. In alcuni casi, sotto controllo medico, possono essere utili integratori specifici come coenzima Q10 o DHEA. Anche il supporto psicologico gioca un ruolo chiave, poiché stress e depressione possono influenzare negativamente l’equilibrio ormonale e la risposta ovarica.

Il passaggio alla PMA dipende da diversi fattori: età, durata della ricerca di gravidanza, valori ormonali, stato delle tube e qualità del liquido seminale. In presenza di bassa riserva ovarica, spesso è consigliabile ridurre i tempi di attesa e valutare precocemente un supporto medico. In alcuni casi possono essere tentati approcci meno invasivi, come l’induzione dell’ovulazione o l’inseminazione intrauterina; in altri, soprattutto se le tube sono compromesse o la risposta ovarica è molto bassa, la fecondazione in vitro rappresenta l’opzione più efficace.

L’ovodonazione non è una resa, ma una strategia terapeutica altamente efficace quando le probabilità di successo con ovociti propri sono molto basse. Rappresenta una possibilità concreta di gravidanza, con percentuali di successo elevate e tempi più rapidi. La decisione di intraprendere questo percorso è profondamente personale e richiede un’adeguata informazione medica e un supporto psicologico. Per molte donne, l’ovodonazione diventa il modo per realizzare il desiderio di maternità preservando il proprio benessere emotivo e fisico.