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Lutto procreativo.
La storia di Margherita

Anamnesi pregressa

Aborto spontaneo

Metodiche impiegate

Nessuna

Data di Arruolamento

5 Luglio 2025

Durata del Trattamento

Gravidanza naturale dopo 18 mesi

Lutto Procreativo Post Aborto - Dr.ssa Chiara Granato
Buongiorno dottoressa Chiara, le scrivo perché vorrei un suo parere al riguardo.. ho 30 anni, ho cercato una gravidanza per 8 mesi ed è arrivata.. ho iniziato subito ad avvertire perdite, dovute ad un ectropion nel collo dell'utero. Corse al pronto soccorso ma alla fine era la pieghetta... Venerdì vado per un controllo, perché ho avuto nuovamente perdite, anche se stavo bene, non c'era più il battito del mio piccolino... un dolore straziante. Mi hanno dato le pastiglie per favorire l'espulsione che non c'è stata, in seguito mi è stato fatto il raschiamento. Ora aspettiamo l'esito dell'istologico. Mi trovo in un vortice di paura, vorrei riprovarci, vorrei capire la causa ma sono poco informata sull'argomento. Lei cosa ne pensa?
Margherita L.

Buongiorno Margherita (Nome di Fantasia), penso che tu abbia vissuto un evento traumatico e che tu stia reagendo con tutta la forza e il coraggio di una madre. La tua paura è legittima, ma non deve fermarti. È assolutamente normale sentirsi confuse e sopraffatte dalla paura in un momento come questo. Risponderò alle tue domande dopo un breve riepilogo, tutto questo per la massima chiarezza possibile.

Comprendere la causa della perdita

E quello che hai vissuto è un aborto spontaneo, purtroppo un evento molto più comune di quanto si pensi. Si stima che fino a una gravidanza su quattro finisca in un aborto spontaneo. Quello che provi è una reazione normale, si tratta di un “lutto procreativo”. Stai elaborando la perdita di un figlio desiderato e di tutti i sogni e le speranze legati a lui. Concediti del tempo per provare liberamente tutto il dolore, la rabbia e la paura che senti. Non avere fretta di “tornare alla normalità“, normalità poi rispetto a cosa? Parla con il tuo partner, con amiche fidate, o valuta un supporto psicologico specializzato. Potrebbe rivelarsi un aiuto preziosissimo.

Nel primo trimestre, la stragrande maggioranza degli aborti spontanei (circa il 50-70%) è causata da anomalie cromosomiche casuali nell’embrione. Si tratta di un evento biologico, purtroppo, casuale.

L’esame istologico è un’analisi microscopica di un campione di tessuto prelevato tramite biopsia o intervento chirurgico per diagnosticare e studiare malattie.

L’esame del tessuto legato alla gravidanza, in seguito ad aborto spontaneo, serve a diagnosticare condizioni specifiche come la mola idatiforme o il coriocarcinoma gestazionale.

La citogenetica è lo studio dei cromosomi, che sono strutture all’interno delle cellule contenenti il DNA. Analizza il numero e la struttura dei cromosomi di un individuo per identificare anomalie genetiche.

Lutto Procreativo Post Aborto - Dr.ssa Chiara Granato

Come ricominciare dopo il lutto?

Accettare il dolore e dare spazio alle proprie emozioni, cercando supporto da amici, familiari o gruppi di sostegno rimane fondamentale. Contemporaneamente, ci si può concentrare sulla cura di sé attraverso rituali per onorare la memoria del bambino, ricorrere ad attività piacevoli come il prendersi cura del proprio benessere fisico e mentale. Occorre partire da alcuni assunti:

Come l'Ectropion Cervicale può causare un lutto procreativo?

L’ectropion (o ectopia) è una condizione benigna in cui le cellule che normalmente rivestono l’interno del canale cervicale si estendono anche sulla superficie esterna della cervice. In condizioni normali non causa problemi e spesso non richiede alcun tipo di trattamento. In gravidanza invece, anche a  causa dei cambiamenti ormonali, l’ectropion può diventare più esteso e fragile. Questo può potenzialmente portare a infiammazione e infezioni. Il tessuto dell’ectropion, infatti, è più delicato e può essere più suscettibile a cervicite. Un’infiammazione cronica o un’infezione ascendente potrebbe compromettere l’ambiente uterino, debilitare le membrane o persino causare contrazioni, aumentando il rischio di aborto spontaneo o parti pretermine. Inoltre, Il tessuto può sanguinare più facilmente al contatto, ma questo di solito non è direttamente legato all’aborto.

Ma perché è consigliabile trattarlo prima di una nuova gravidanza? L’obiettivo del trattamento è creare le condizioni ottimali per il concepimento e per portare avanti una gravidanza in serenità.

Ridurre i rischi di infezioni

Probabilità di Successo

Tranquillità Psicologica

Il trattamento ha come obiettivo principale quello di creare le condizioni ottimali per favorire il concepimento naturale e permettere di vivere la gravidanza con maggiore serenità. Intervenire sull’ectropion consente di eliminare il tessuto fragile presente sulla cervice, sostituendolo con un epitelio più resistente. Questo processo riduce in modo significativo il rischio di cervicite e di infezioni che potrebbero comprometterne gli esiti. Affrontare una possibile causa di aborto spontaneo, come l’ectropion, può aumentare le probabilità che una futura gravidanza arrivi a termine. Inoltre, sapere di aver risolto un problema identificato contribuisce a ritrovare una maggiore tranquillità psicologica, elemento fondamentale per affrontare con fiducia il percorso verso la maternità.

Un professionista di medicina della riproduzione, accompagna la paziente in ogni fase del trattamento. Si parte da una valutazione approfondita per confermare che l’ectropion sia effettivamente la causa, o una delle cause, dell’aborto, escludendo altre possibili ragioni come fattori ormonali, genetici o immunologici. Durante la visita, può essere effettuato un Pap-test per valutare l’estensione dell’ectropion e verificare l’eventuale presenza di cellule anomale. Se si decidesse di procedere con il trattamento, le tecniche utilizzate sono semplici, rapide e poco invasive. Vengono eseguite in ambulatorio e non richiedono anestesia generale. Tra le opzioni disponibili ci sono la diatermocoagulazione, che utilizza il calore per eliminare il tessuto fragile, la crioterapia, che impiega il freddo per distruggere le cellule, e il trattamento laser, particolarmente preciso. Dopo l’intervento, la cervice impiega generalmente dalle quattro alle sei settimane per guarire completamente. Il ginecologo indicherà quando sarà sicuro tentare nuovamente il concepimento, solitamente dopo il primo ciclo mestruale successivo alla guarigione.

Domande frequenti

L’ectropion cervicale, pur essendo una condizione benigna, può aumentare il rischio di infezioni e infiammazioni del collo dell’utero. In alcuni casi, queste complicazioni possono interferire con la capacità dell’embrione di impiantarsi correttamente o con la stabilità della gravidanza. Tuttavia, è importante sottolineare che l’aborto spontaneo è spesso multifattoriale: l’ectropion può essere una concausa, ma raramente è l’unica responsabile.

Certamente sì. Trattare l’ectropion può essere utile, soprattutto se il medico lo identifica come una possibile causa o concausa dell'aborto. Intervenire significa ridurre il rischio di infezioni e creare un ambiente uterino più favorevole al concepimento e al mantenimento della gravidanza.

Il lutto procreativo è una forma di dolore profondo e spesso invisibile, legato alla perdita di un figlio desiderato prima ancora della sua nascita. È normale provare senso di colpa, rabbia o smarrimento. Affrontarlo significa accettare queste emozioni, riconoscerne la validità e concedersi del tempo per elaborarle. Anche cercare supporto psicologico, parlare con professionisti, gruppi di sostegno o persone di fiducia può aiutare a dare voce al dolore e ricreare le condizioni per ricominciare a sperare.

Il momento giusto varia da persona a persona. Dal punto di vista fisico, dopo il trattamento per l’ectropion, la cervice impiega circa 4-6 settimane per guarire completamente. Il ginecologo valuterà quando potrà essere sicuro ritentare. Da un punto di vista emotivo, è importante che la donna si senta pronta: non esiste un tempo “giusto”, ma solo quello che rispetta i propri ritmi interiori.

Assolutamente sì. La paura di rivivere la perdita è una reazione comune e comprensibile. Ogni nuova gravidanza può portare con sé speranza, ma anche ansia. È importante non ignorare queste emozioni, ma accoglierle con serenità. Con il giusto supporto medico e psicologico, molte donne riescono a trasformare la paura in forza, affrontando il nuovo percorso con maggiore consapevolezza e fiducia.