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Ipotiroidismo e Motilità Spermatica:
La fertilità è di coppia

Anamnesi pregressa

LEI: Ipotiroidismo di Hashimoto
LUI: Scarsa Motilità e Concentrazione degli spermatozoi.

Metodiche impiegate

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Data di Arruolamento

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Durata del trattamento

Gravidanza naturale dopo 5 mesi

Ipertiroidismo autoimmune e Bassa Motilità Spermatica. Un problema di coppia - Dr.ssa Chiara Granato
Salve dottoressa Granato... Sono in cerca di una gravidanza da 6 mesi con mio marito.
Io soffro di IPOTIROIDISMO di hashimoto. La mia ginecologa mi ha prescritto inofolic HP e lo prendo da due mesi.Martedì prossimo mio marito ripeterà per la terza volta lo spermiogramma.
La seconda volta si è osservata una fluidità scarsa e una bassa motilità. Gli hanno prescritto fluimucil con supposte per un mese. Inoltre, assumiamo regolarmente vitamina D, zinco e omega 3.
Ho visto un miglioramento per le terapie sia in me per l’ovulazione, molto più abbondante, che in lui per la fluidità dello sperma, ma senza raggiungere il concepimento, nonostante i rapporti mirati.
Lei che ne pensa? Ritiene che abbiamo ancora tempo per provare ad ottenere una gravidanza in maniera naturale?
Spero mi risponderà, Grazie.
Marta

Ciao Marta (Nome di Fantasia), la situazione che mi racconti comporta il dover affrontare alcune condizioni cliniche che richiedono particolare attenzione. La diagnosi di ipotiroidismo autoimmune di Hashimoto è un elemento significativo. Perché la funzione tiroidea è strettamente legata alla fertilità femminile, all’ovulazione e alla preparazione dell’endometrio per l’impianto dell’embrione.

Parallelamente, occorre una valutazione attenta anche del fattore maschile. Lo spermiogramma di tuo marito mostra alcune anomalie, come fluidità ridotta e motilità bassa. L’approccio terapeutico con fluimucil e supposte, insieme agli integratori già assunti, potrebbe richiedere del tempo per miglioramenti in termini di qualità del liquido seminale.

Nei primi sei mesi di tentativi, nonostante i rapporti mirati e i miglioramenti registrati, non è avvenuto il concepimento. E questo perché la Salute riproduttiva è un equilibrio complesso tra funzione ovarica, stato metabolico, salute tiroidea, qualità dello sperma e fattori ambientali, emotivi e nutrizionali. Vediamo uno a uno gli elementi chiave.

Gli elementi chiave da considerare nel tuo caso

Prima di definire i passaggi per aumentare le possibilità di gravidanza, è utile inquadrare la tua esperienza nel suo complesso. La fertilità è un processo complesso che richiede il perfetto allineamento di molti fattori, e a volte è necessario un po’ di tempo per “affinare” tutti gli elementi in gioco.

La tua domanda principale: “abbiamo ancora tempo per provare in modo naturale?“, è legittima e merita una risposta articolata, che non si basi solo sul tempo e sui valori dati, ma sulla qualità delle informazioni in vostro possesso. Ora, procediamo con un’analisi più strutturata della vostra situazione, per definire i prossimi step logici basati sulle evidenze scientifiche attuali.

L’ipotiroidismo può interferire con l’ovulazione e la preparazione dell’endometrio. La terapia sostitutiva e il monitoraggio degli anticorpi tiroidei sono essenziali per garantire una funzione tiroidea ottimale in vista del concepimento.

Gli spermiogrammi di tuo marito mostrano ancora una motilità ridotta e fluidità scarsa. Gli integratori e la terapia con fluimucil hanno portato a miglioramenti, ma richiedono tempo per stabilizzarsi e dare effetti sul concepimento.

Assumere Inofolic HP, vitamina D, zinco e omega-3, parallelamente a uno stile di vita più sano, ha migliorato l’ovulazione e alcuni parametri seminali, evidenziando la buona capacità di risposta del corpo alle strategie correttive.

Nonostante i rapporti mirati, il concepimento non si è ancora verificato. Questo è normale nei primi sei mesi, ma richiede un approccio strutturato e monitorato per identificare eventuali ostacoli e aumentare le probabilità di successo.

Ipertiroidismo autoimmune e Bassa Motilità Spermatica. Un problema di coppia - Dr.ssa Chiara Granato

Come intervenire sui fattori che influenzano la fertilità

Per aumentare le possibilità di concepimento, occorre combinare piccoli cambiamenti nello stile di vita, attenzione ai segnali del corpo e strategie mirate, sia femminili che maschili.

Ogni passo, anche se semplice, può fare la differenza: monitorare l’ovulazione, sostenere la qualità dello sperma, ottimizzare la funzione tiroidea e adottare abitudini salutari crea le condizioni migliori per favorire la gravidanza.

Oltre il referto: la scelta del Centro di PMA

La tua storia, Marta, mostra impegno, consapevolezza e determinazione: stai già adottando strategie concrete per ottimizzare la tua fertilità e quella di tuo marito. E osservare miglioramenti nei parametri di ovulazione e nella qualità dello sperma è già un segnale importante. Tuttavia, la complessità di alcuni fattori clinici, come l’ipotiroidismo autoimmune e la motilità seminale ridotta, rende importante affidarsi a un centro specializzato, capace di integrare monitoraggio clinico, supporto nutrizionale, approccio psicologico e percorsi di PMA, quando necessari.

Un Centro di PMA ben strutturato, non si limita a offrire protocolli tecnici: accompagna ogni coppia nella comprensione del proprio quadro clinico, nella gestione delle terapie e nell’ottimizzazione dello stile di vita, fornendo informazioni chiare sui tempi e sulle probabilità realistiche di successo.

Trasparenza operativa

Supporto medico

Probabilità di Successo

La tua determinazione, Marta, e la sinergia con tuo marito rappresentano già una risorsa essenziale: con il giusto supporto medico, è possibile affrontare ogni difficoltà, valorizzando i miglioramenti già ottenuti e costruendo le basi per una gravidanza sana. Ogni passo, dalla regolazione della tiroide alla pianificazione dei rapporti, dalla correzione dei parametri seminali fino a eventuali protocolli di PMA, aumenta concretamente le probabilità di successo. 

Molte donne, anche mie pazienti (puoi visionare alcune testimonianze), in condizioni simili hanno raggiunto la maternità. La differenza tra un percorso e l’altro dipenderà dalla strategia che condivideremo: si tratta di scegliere la strada che massimizza le possibilità di successo e tutela il tuo, il vostro, benessere emotivo e fisico.

Domande frequenti

La decisione di passare dalla ricerca naturale alla PMA dipende da un’attenta valutazione di diversi fattori: la gravità e la persistenza delle alterazioni seminali, il grado di compenso della patologia tiroidea, l’età della donna e il tempo già trascorso dai primi tentativi. In generale, la presenza di condizioni croniche ma gestibili come l’Hashimoto ben compensato (con TSH ottimale per la ricerca di gravidanza, tipicamente <2.5 µUI/mL) non rappresenta di per sé un’indicazione assoluta alla PMA, ma richiede un monitoraggio rigoroso. Allo stesso modo, un’alterazione lieve-moderata dei parametri seminali che mostra miglioramenti con una terapia mirata può giustificare la prosecuzione dei tentativi naturali per alcuni cicli aggiuntivi. Tuttavia, se dopo un periodo ragionevole (ad esempio, 6-12 mesi totali di tentativi mirati, comprendendo il tempo di ottimizzazione delle terapie) il concepimento non avviene, è opportuno valutare con uno specialista della fertilità un eventuale ricorso a tecniche di primo livello come l’inseminazione intrauterina (IUI), che può superare parzialmente il problema della motilità e della fluidità seminale.

Il ciclo di produzione e maturazione degli spermatozoi (spermatogenesi) dura circa 70-90 giorni. Pertanto, qualsiasi intervento terapeutico (nutrizionale, farmacologico o sullo stile di vita) richiede almeno 3 mesi per potersi riflettere in modo completo e valutabile su un nuovo spermiogramma. È importante considerare che i primi miglioramenti, come un aumento della fluidità, possono essere osservabili prima, ma i cambiamenti sostanziali nella concentrazione e, soprattutto, nella motilità degli spermatozoi necessitano di questo lasso di tempo. Un protocollo comune prevede quindi una terapia della durata di 3 mesi, seguita da un nuovo esame di controllo. Se dopo due cicli completi (circa 6 mesi) non si osservano progressi significativi, è necessario indagare ulteriormente le cause dell’alterazione (ad esempio con ecografia scrotale, esami ormonali o genetici) e discutere se le tecniche di PMA possano essere più efficaci nel bypassare il problema.

Per una donna con tiroidite di Hashimoto in cerca di una gravidanza, l’obiettivo non è semplicemente rientrare nel range di normalità del laboratorio, ma raggiungere un controllo ottimale (o tight control). Le principali linee guida endocrinologiche e ginecologiche concordano sui seguenti target nel periodo preconcezionale:

  • TSH (Ormone Tireotropo): Il valore ideale è inferiore a 2.5 µUI/mL. Alcuni centri suggeriscono un target ancora più stringente, tra 1.0 e 2.0 µUI/mL.

  • FT4 (Tiroxina libera): Deve essere nel terzo superiore del range di normalità del laboratorio di riferimento. Questo garantisce che ci sia un adeguato apporto di ormone tiroideo ai tessuti.

  • Anticorpi anti-TPO e anti-Tireoglobulina: La loro presenza conferma la natura autoimmune della patologia. Non esiste una terapia per abbassarli direttamente, ma il loro titolo (valore) è un indicatore dell’attività della malattia. Un titolo elevato, anche con TSH normale, è associato a un maggior rischio di complicanze in gravidanza e richiede un monitoraggio ancora più frequente (controlli ogni 4-6 settimane).
    È fondamentale rivalutare questi parametri ogni 4-8 settimane durante la ricerca attiva della gravidanza e, non appena questa viene confermata, aumentare immediatamente il dosaggio della terapia sostitutiva (levotiroxina) come indicato dal medico, poiché il fabbisogno aumenta fin dalle prime settimane di gestazione.

 

Gli integratori rappresentano un importante supporto, ma non sostituiscono un approccio globale allo stile di vita, che è il fondamento della salute riproduttiva. Il loro ruolo è colmare specifiche carenze nutrizionali o fornire sostanze note per sostenere la funzione ovarica (come il mio-inositolo nell'Inofolic HP) e la qualità seminale (zinco, omega-3). Tuttavia, la loro efficacia è massimizzata se associata a interventi comportamentali. Questi includono: il raggiungimento e mantenimento di un peso corporeo sano (BMI tra 18.5 e 24.9), poiché sia il sottopeso che il sovrappeso possono alterare l’ovulazione e la produzione ormonale; una regolare attività fisica moderata (non eccessivamente intensa, che potrebbe avere l’effetto opposto); l’astensione dal fumo e la limitazione severa dell’alcol; la gestione dello stress attraverso tecniche come mindfulness o yoga; e un’alimentazione bilanciata, ricca di antiossidanti (frutta e verdura colorate), proteine di qualità e grassi buoni. È quindi l’insieme sinergico di terapia medica, integrazione mirata e stile di vita sano a creare le condizioni più favorevoli al concepimento.

Il ginecologo curante svolge un ruolo fondamentale nella gestione iniziale, nella prescrizione delle prime terapie e nel monitoraggio di base. Tuttavia, il passaggio a un Centro di Fertilità (o PMA) è fortemente consigliato quando:

  1. Il tempo diventa un fattore critico, soprattutto se l’età della donna è superiore ai 35 anni.

  2. Dopo 6-12 mesi di tentativi mirati e di terapie ottimizzate (controllo tiroideo, terapia per il liquido seminale) la gravidanza non si è ancora verificata.

  3. Gli esami rivelano problemi complessi o combinati (ad esempio, una persistente grave astenozoospermia associata a una riserva ovarica non ottimale).

  4. Si rende necessario eseguire indagini di secondo livello (come l’isterosalpingografia per valutare le tube, esami genetici, test di frammentazione del DNA spermatico) o si inizia a valutare tecniche di PMA come l’inseminazione (IUI).
    I Centri specializzati offrono un approccio multidisciplinare (ginecologo-fertiologo, andrologo, endocrinologo, biologo, psicologo) e la possibilità di accedere direttamente, dopo un counseling approfondito, a tutto lo spettro delle tecniche disponibili, dalla semplice monitorizzazione dell’ovulazione fino alla fecondazione in vitro (FIV/ICSI).