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La Torsione delle tube di Falloppio.
Un approccio di precisione

Anamnesi pregressa

Fattore femminile: Torsione delle Tube di Falloppio (T.ne Anessiale)
Fattore maschile: Varicocele

Metodiche impiegate

Focus DNA Spermatico, PGT(A)

Data di Arruolamento

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Durata del trattamento

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Torsione delle Tube di Falloppio - Dr.ssa Chiara Granato
Salve dottoressa Chiara. Ho 35 anni, e da qualche anno con mio marito proviamo ad avere un bambino.
Tempo fa, il ginecologo, tramite l’isterosalpingografia, mi disse che le mie tube sono aperte ma attorcigliate e per questo mi consigliò la fecondazione assistita. Perciò 6 mesi fa ho effettuato, per la prima volta, la tecnica (ICSI) con il risultato di 4 ovociti fecondati (2 estinti in 5° giornata, 2 blastocisti impiantate) ma, purtroppo, è andata male. A quanto pare, non ci sono spiegazioni del perché, e questo mi ha demoralizzata.
Prima di riprovare nuovamente (ho troppa paura del fallimento) vorrei effettuare ulteriori controlli, per capire cosa non funziona e cosa potrei curare. Ad esempio, pochi giorni fa mio marito ha scoperto di avere un pò di varicocele, ma l’urologo ci ha parlato solo di integratori e non di operazione.
Secondo Lei, Dottoressa, quali altri controlli potrei fare?
Mi scuso anticipatamente per il lungo messaggio ma volevo farle capire la mia situazione. Grazie
Dorotea

Gentile Dorotea (Nome di Fantasia), il fatto che un primo tentativo di PMA non abbia avuto successo, pur con blastocisti di buona qualità, è un evento che può accadere. Le tube “aperte ma attorcigliate“, che rivelano la diagnosi di Torsione Anessiale, giustificano pienamente l’indicazione, da parte del tuo ginecologo, del ricorso alla PMA, particolarmente indicata per superare un ostacolo meccanico come questo.

Il mancato impianto, tuttavia, ci indica che è necessario guardare oltre l’anatomia. La fecondazione e lo sviluppo a blastocisti sono avvenuti, ma qualcosa ha interrotto il fondamentale “dialogo” con il suo endometrio, l’ambiente uterino preposto all’accoglienza. Come pure il varicocele di suo marito è un elemento importante da considerare.

In un contesto di PMA e fallimento di impianto, la qualità del DNA spermatico diventa cruciale. Il varicocele può infatti aumentare lo stress ossidativo, danneggiando l’integrità genetica degli spermatozoi, e questo può influenzare il potenziale di sviluppo dell’embrione anche dopo la fecondazione.

La medicina della riproduzione moderna adotta un approccio di precisione. Il tuo nuovo tentativo, quindi, non dovrà essere una semplice ripetizione, ma un ciclo costruito su misura per te e tuo marito, basato su una diagnostica più approfondita.

Oltre il transfer: l'indagine che apre la strada all'impianto

Il mio suggerimento, Dorotea, è allontanarci dai protocolli standard e seguire le linee guida scientifiche più moderne, che riconoscono nella complessità del dialogo tra l’embrione e l’ambiente uterino, il primo necessario fronte d’indagine. Andando ben oltre le valutazioni morfologiche di base. 

Solo conoscendo la perfetta architettura della cavità endometriale, analizzando il profilo genetico dell’endometrio, per definirne il momento di massima ricettività e ricercando eventuali stati infiammatori cronici silenti, che potrebbero compromettere l’accoglienza embrionale, si otterrà una meticolosa valutazione del fattore embrionale e genetico (approccio di precisione). Questo implica un’analisi approfondita:

Si parte dalla valutazione della “ricettività” dell’utero. Esaminando la cavità uterina con ecografie speciali o isteroscopia per escludere polipi o miomi. Si esegue una biopsia endometriale per due test: l’ERA e la ricerca di un’endometrite cronica.

È raccomandato uno screening genetico preimpianto (PGS/PGT-A) per analizzare gli embrioni e selezionare solo quelli con il corretto numero di cromosomi (euploidi), aumentando così, notevolmente, le probabilità di impianto.

Un focus specifico è dedicato al partner maschile, in particolare all’integrità del DNA degli spermatozoi. Il test di frammentazione (SDF) rimane fondamentale nei diversi gradi di alterazione del seme, specialmente in presenza di varicocele (fattore concomitante). 

Completa il quadro genetico l’esecuzione del cariotipo di coppia. Esame che serve a escludere la presenza, in uno dei due partner, di riarrangiamenti cromosomici bilanciati (alterazioni strutturali), una causa rara ma possibile di ripetuti fallimenti d’impianto.

Torsione delle Tube di Falloppio - Dr.ssa Chiara Granato

Il Check-Up Completo: dal sangue allo stile di vita

Proseguendo nel percorso diagnostico, esamineremo altri due ambiti che completano il quadro. Il primo è più specialistico e riguarda possibili fattori immunologici e di coagulazione del sangue. Il secondo, invece, valuta il profilo metabolico e ormonale generale, che è la base per creare le condizioni ottimali per l’impianto.

La medicina di precisione inizia dalla scelta giusta

Il percorso delineato, Dorotea, potrebbe sembrare complesso, ma se l’obiettivo è quello di semplificare la tua strada verso la gravidanza, ciò può avvenire solo ottenendo risposte laddove ora ci sono solo domande. Ognuno di questi step rappresenta un tassello di un puzzle che, una volta completato, permetterà al Centro di PMA e al medico responsabile del tuo percorso, di costruire un protocollo terapeuticopreciso” per te e tuo marito.

Al termine del percorso diagnostico, potrebbe emergere, ad esempio, la necessità di trattare un’endometrite cronica, di spostare il giorno del transfer grazie all’ERA, di selezionare spermatozoi con DNA integro per l’imminente fecondazione, o di trasferire solo embrioni cromosomicamente sani.

Questo ci porta al punto cruciale: la scelta del Centro di PMA: dove effettuare questo iter diagnostico e il successivo trattamento? Non tutti i centri hanno la stessa filosofia, le stesse tecnologie o la stessa propensione per la medicina di precisione e la ricerca delle cause. Quindi la scelta giusta potrebbe fare la differenza.

Diagnosi Avanzata

Protocollo terapeutico

Sensibilità umana

La trasparenza operativa è un altro indicatore cruciale. Il Centro di PMA deve dimostrare competenza specifica nella gestione degli iter diagnostici sulla ricettività endometriale, oltre che sugli screening immunologici, metabolici e ormonali. Particolare attenzione, Dorotea, ti consiglio di riservare alla qualità del laboratorio di embriologia, che dovrà essere attrezzato per gestire con tecnologie avanzate (guarda il video) numeri ridotti di ovociti, massimizzando le possibilità di sviluppo embrionale.

Molte donne, anche mie pazienti (puoi visionare alcune testimonianze), in condizioni simili hanno raggiunto la maternità. Rimane essenziale affrontare la complessità del percorso con consapevolezza e fiducia, fruendo di un supporto continuo, anche di tipo emotivo.

Vi auguro, con tutto il cuore, di realizzare al più presto il vostro desiderio.

Domande frequenti

Lo sviluppo a blastocisti è un traguardo importante, ma rappresenta solo una parte del percorso. Indica che l'ovocita è stato fecondato e che l'embrione ha superato le prime fasi di sviluppo in vitro. Tuttavia, non fornisce informazioni su due aspetti critici: la salute cromosomica dell'embrione e la preparazione sincrona dell'endometrio.

Molti fallimenti d'impianto, anche con embrioni di buon aspetto morfologico, sono dovuti ad aneuploidie (un numero errato di cromosomi) che bloccano lo sviluppo al momento del contatto con l'utero. Parallelamente, l'endometrio ha una precisa "finestra" temporale di massima ricettività. Se questa finestra è "spostata" (test ERA) o se è presente un'infiammazione cronica asintomatica (endometrite cronica), l'ambiente uterino non sarà ottimale per l'accoglienza, anche con un embrione sano. Un singolo fallimento non è anomalo, ma suggerisce di indagare proprio questi due fronti per il ciclo successivo.

La diagnosi di varicocele modifica significativamente l'approccio al fattore maschile in un contesto di PMA. Il varicocele provoca un aumento della temperatura scrotale e dello stress ossidativo, che danneggia l'integrità del DNA degli spermatozoi. Un normale spermiogramma valuta numero, motilità e morfologia, ma non misura questo danno genetico "invisibile".

Per questo, l'esame cardine diventa il test di frammentazione del DNA spermatico (SDF o TUNEL/SCSA). Un risultato alterato (alto grado di frammentazione) è fortemente correlato a minori tassi di impianto e a maggior rischio di aborto precoce, poiché il DNA danneggiato può compromettere lo sviluppo embrionale dopo la fecondazione.

La gestione non si limita agli integratori antiossidanti. Con un SDF alterato, è necessario un consulto andrologico/urologico per valutare l'intervento di correzione del varicocele (varicocelectomia), che può migliorare i parametri a lungo termine. In vista di un nuovo ciclo ICSI, il laboratorio di PMA può utilizzare tecniche di selezione spermatozoi avanzata come l'IMSI (che ingrandisce l'immagine per valutare la morfologia in dettaglio) o la PICSI (che seleziona gli spermatozoi per maturità), con l'obiettivo di scegliere quelli con il DNA più integro per l'iniezione.

Dopo un fallimento, l'indagine sull'utero deve passare da una valutazione anatomica generale a un'analisi funzionale e microscopica. Si procede su due livelli:

Livello anatomico-strutturale: Un'isteroscopia (o in alternativa un'ecografia con infusione salina - SIS) permette di esplorare direttamente la cavità uterina per escludere ostacoli all'impianto come polipi endometriali, miomi sottomucosi (che deformano la cavità) o sinechie (aderenze). Problemi non rilevati da ecografie di routine possono interferire meccanicamente.

Livello funzionale e microscopico: Una biopsia endometriale (prelievo di un piccolo campione di tessuto) serve a due test fondamentali. Il primo è la ricerca dell'endometrite cronica, attraverso l'analisi istologica e la ricerca del marcatore CD138 per identificare un'infiammazione silente che necessita di terapia antibiotica mirata. Il secondo è il test ERA, che analizza l'espressione di specifici geni endometriali per determinare se la "finestra di impianto" è nella posizione standard o se è spostata, richiedendo così di personalizzare il giorno del trasferimento embrionale (pET).

 

 

Il PGT-A non è obbligatorio, ma dopo un fallimento diventa uno strumento molto potente per aumentare le probabilità di successo nel tentativo successivo. I suoi vantaggi sono chiari: identifica gli embrioni euploidi (con il corretto corredo cromosomico), eliminando la causa più frequente di fallimento d'impianto e di aborto spontaneo. Questo è particolarmente rilevante a 35 anni, età in cui una percentuale significativa di embrioni può essere aneuploide. Trasferire un embrione euploide aumenta drasticamente la probabilità di impianto per transfer, riducendo il tempo e le frustrazioni legate a tentativi potenzialmente non efficaci.

I "contro" vanno considerati: è necessario poter crioconservare tutti gli embrioni per aspettare l'esito dell'analisi (quindi un ciclo "freeze-all"), il costo aumenta e la biopsia dell'embrione è una procedura delicata (seppur oggi molto sicura in centri esperti). La decisione va presa valutando il bilancio tra il desiderio di massimizzare l'efficacia del prossimo transfer e questi aspetti pratici ed economici.

La scelta del centro è una decisione strategica. Un centro orientato alla medicina di precisione per il fallimento d'impianto si distingue per alcune caratteristiche concrete.

Innanzitutto, dovrebbe offrire esplicitamente un percorso diagnostico strutturato prima di programmare un nuovo ciclo, e avere al suo interno una Unità o un protocollo dedicato al Fallimento d'Impianto Ricorrente (RIF).

Fondamentale è la presenza e integrazione di diverse professionalità: ginecologo specializzato in sterilità, embriologo clinico, andrologo e genetista devono collaborare in team per discutere il caso.

Dal punto di vista tecnologico, è essenziale che il centro esegua in sede le tecniche chiave: PGT-A, test ERA, test di frammentazione del DNA spermatico (SDF) e tecniche di selezione spermatozoi avanzata (IMSI/PICSI). L'outsourcing di questi esami spesso rallenta e frammenta il percorso.

Infine, un buon centro si riconosce dalla trasparenza: deve essere in grado di spiegare chiaramente il razionale di ogni test, le percentuali di successo attese e le alternative, considerando la coppia come un partner informato e partecipe del processo decisionale.