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Il diabete mellito limita le
chance di una gravidanza?

Anamnesi pregressa

Diabrte mellito di tipo 2.
Aborto extrauterino.

Metodiche impiegate

PGT(A), ICSI

Data di Arruolamento

17 Maggio 2025

Durata del trattamento

In corso

Diabete Mellito e PMA - Dr.ssa Chiara Granato Embriologa
Buongiorno Dott.ssa Chiara. Le racconto brevemente la mia storia.
Desidero essere mamma da quando avevo venti anni. Ovviamente ho accantonato i miei desideri di ragazza per seguire i miei obiettivi di donna. Poi alla tenera età di 32 anni, con anche qualche chilo in soprappeso, scopro di essere affetta da diabete mellito di tipo 2.
Così dal Dicembre dello stesso anno, seguita dalla diabetologa, faccio un percorso con slowmet 1000 una mattino, una sera. Una volta a settimana Ozempic 0,5 per il metabolismo. E quest’anno, all’età di 34 anni, dopo aver perso 32 kg, scopro, il 26 aprile scorso, di essere incinta di 3 settimane.
Ma, il 4 maggio, ho avuto piccole perdite, corro in ospedale ecografia più visita … nulla di bello, sul verbale c'era scritto aborto extrauterino. Torno a casa vuota, distrutta per aver visto svanire tutto all’improvviso. Dr.ssa mi può aiutare? Cosa posso fare per avere una gravidanza senza vivere più questa terribile esperienza?
Lorena

Cara Lorena (Nome di Fantasia), leggendo le tue parole percepisco il dolore intenso per ciò che hai vissuto. Il desiderio di diventare mamma, custodito da quando avevi vent’anni, deve aver plasmato profondamente le tue scelte di vita. Sopraggiunta la diagnosi di diabete mellito di tipo 2 a 32 anni, hai dovuto affrontarla con tanto coraggio. Ti va riconosciuto, perché la perdita di 32 kg non è solo un dato numerico, è la testimonianza di disciplina, determinazione e amore verso il futuro che desideri costruire.

L’aborto extrauterino ha solo rallentato, non certo interrotto, il tuo percorso ed è spesso legato a fattori biologici e metabolici che possono essere valutati e gestiti. Il diabete, se ben gestito, non impedisce di avere una gravidanza sana, ma impone una preparazione accurata sia a livello metabolico sia a livello ginecologico. Con il giusto approccio multidisciplinare, ginecologo, embriologo, diabetologo, endocrinologo e psicologo, potrai fruire di una strategia personalizzata per ridurre i rischi e aumentare le probabilità di successo.

Le tappe più significative della tua esperienza

Ricapitolando, Lorena, la presenza di diabete mellito di tipo 2, la significativa perdita di peso, la recente gravidanza spontanea e l’evento di aborto extrauterino rappresentano elementi clinici strettamente correlati tra loro. Valutare come questi fattori abbiano interagito nel tuo percorso riproduttivo permetterà di individuare le cause più probabili dell’accaduto e di costruire una strategia personalizzata per ridurre i rischi e aumentare le possibilità di una gravidanza evolutiva in futuro.

Sulla scorta dei dati riferiti e degli attuali orientamenti scientifici, il percorso potrebbe essere strutturato in step sequenziali. Partendo dall’elaborazione del trauma e riducendo ansia e stress, si procederebbe ad accertamenti mirati per valutare lo stato delle tube, la funzione ovarica e il metabolismo. Lo step successivo non può non considerare l’ottimizzazione dello stile di vita e del controllo glicemico. Ecco perché si parla di approccio differenziale perché mira ad individuare con precisione tutte le possibili cause concorrenti per personalizzare la terapia.

Sintetizziamo insieme i punti focali della tua storia clinica.

Il desiderio di diventare mamma fin dai 20 anni: il lungo periodo di attesa non riduce la capacità di concepire, ma evidenzia quanto il desiderio di maternità sia profondo e costante.

La scoperta di avere il diabete di tipo 2, questa condizione metabolica può influire sulla fertilità e sulla gravidanza, ma una gestione corretta e mirata riduce significativamente i rischi.

Perdita di 32 kg e migliori condizioni metaboliche. Questo risultato non solo riduce le complicazioni legate al diabete, ma aumenta le possibilità di concepimento.

La scoperta di aspettare un bambino, ma la gravidanza termina con un aborto extrauterino. Questo evento ha un impatto emotivo profondo, richiedendo un adeguato supporto psicologico.

Diabete Mellito e PMA - Dr.ssa Chiara Granato Embriologa

I possibili step di intervento

Il percorso verso una gravidanza sicura e serena può essere strutturato in quattro passaggi principali, pensati per affrontare ogni aspetto della tua situazione.

Speranza, forza e scelte consapevoli

Il tuo percorso, Lorena, è la testimonianza di una resilienza straordinaria. Hai affrontato il diabete, hai perso peso in maniera significativa e hai combattuto per la tua salute e il tuo futuro. L’aborto extrauterino che hai vissuto è stato un evento tragico, ma non definisce il tuo destino di madre: è un indicatore che richiede una strategia più mirata, non la resa.

La strada verso la gravidanza deve essere costruita passo dopo passo, con attenzione a ogni dettaglio: il controllo glicemico, lo stato delle tube, la riserva ovarica, l’equilibrio ormonale e il supporto psicologico. Ogni fattore può essere valutato e gestito, e ogni intervento pianificato aumenta le tue possibilità di successo. 

Supporto psicologico

Monitoraggio accurato

Protocolli su misura

Quindi, il mio consiglio è: non arrenderti davanti agli ostacoli. Il tuo sogno di maternità è possibile se si adotteranno strategie mirate, monitoraggio accurato e supporto multidisciplinare. Così certo che potrai affrontare qualsiasi percorso in sicurezza e serenità.

La tua storia dimostra che hai già tutto ciò che serve per affrontare questa sfida: coraggio, disciplina e determinazione. Ora devi trasformare questa forza in un piano concreto per realizzare il tuo desiderio di diventare mamma. La scelta del Centro di PMA è fondamentale. Devi sentirti ascoltata, supportata e considerata una persona e un buon Centro ti accompagnerà in ogni fase, condividendo informazioni, spiegando protocolli e percentuali di successo, e sostenendoti emotivamente.

Domande frequenti

Sì, il diabete di tipo 2 può avere un impatto sulla fertilità e sulla gravidanza, ma non significa che non è possibile avere figli. Un controllo glicemico ottimale è fondamentale: livelli elevati di glucosio nel sangue possono interferire con l’ovulazione, influenzare la qualità degli ovociti e aumentare il rischio di complicanze come aborto o gravidanza extrauterina. Con il giusto supporto medico, monitoraggi regolari e gestione dello stile di vita, le probabilità di concepire e portare avanti una gravidanza sana aumentano significativamente. È importante lavorare in sinergia con diabetologo, ginecologo e, se necessario, nutrizionista, per garantire un equilibrio glicemico stabile prima e durante la gravidanza.

È fondamentale fare un’approfondita valutazione multidisciplinare. Gli esami principali includono:

  • Valutazione tubarica: isterosalpingografia (HSG) o isterosonografia per verificare se le tube sono pervie e libere da aderenze.
  • Esame del profilo ormonale e della riserva ovarica: FSH, LH, AMH, estradiolo e monitoraggio dell’ovulazione.
  • Screening metabolico e tiroideo: controllo glicemico, HbA1c, TSH, FT3, FT4, e anticorpi tiroidei.
  • Valutazione trombofilica: ricerca di anticorpi antifosfolipidi o altre alterazioni della coagulazione.
    Questi test aiutano a capire se ci sono fattori trattabili che hanno contribuito all’aborto, permettendo di programmare strategie mirate per ridurre il rischio in futuro.

Dopo un aborto extrauterino, il corpo e la mente necessitano di tempo per riprendersi. Dal punto di vista medico, spesso si consiglia un intervallo di almeno 2-3 cicli mestruali per permettere all’utero di guarire e ripristinare un ciclo regolare. Tuttavia, la tempistica può variare in base alle condizioni individuali, come lo stato tubarico, l’età e eventuali fattori metabolici o endocrini. È altrettanto importante considerare l’aspetto psicologico: elaborare il lutto, ridurre l’ansia e affrontare eventuali paure può fare una grande differenza nelle probabilità di una gravidanza futura. Un supporto psicologico mirato, in questo periodo, può rafforzare la sicurezza nel percorso.

Piccoli cambiamenti possono avere un impatto significativo. La gestione del peso è cruciale: ridurre anche solo il 5-10% del peso corporeo può migliorare l’ovulazione e la qualità degli ovociti. L’attività fisica moderata e costante aiuta a ridurre l’infiammazione e migliorare la sensibilità insulinica. La dieta deve essere bilanciata, ricca di nutrienti che sostengono la fertilità, e coordinata con il diabete. Infine, il supporto psicologico è altrettanto importante: ridurre stress e ansia aiuta l’equilibrio ormonale e migliora la risposta ai trattamenti di PMA.

La PMA può essere valutata se, dopo 6-12 mesi di tentativi naturali o monitorati, la gravidanza non si verifica, o se emergono fattori di rischio specifici come alterazioni tubariche, diabete non ottimamente controllato, età avanzata o problemi di riserva ovarica. Le opzioni includono la FIVET o ICSI, con possibilità di diagnosi genetica preimpianto (PGT-A) per ridurre il rischio di aborto legato ad anomalie cromosomiche. Scegliere un centro di PMA esperto e multidisciplinare è fondamentale: un buon team segue non solo gli aspetti tecnici, ma anche lo stile di vita, il supporto psicologico e il controllo metabolico, garantendo un percorso sicuro e personalizzato.