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Una gravidanza difficoltosa:
il caso di Gelsomina

Anamnesi pregressa

Fattore femminile : Cisti ovariche, Alterazione della funzione ovulatoria, Corpo luteo emorragico.
Fattore maschile: ridotta motilità spermatica

Metodiche impiegate

FIVET

Data di Arruolamento

6 Gennaio 2025

Durata del trattamento

In corso

Una Gravidanza Difficoltosa - Dr.ssa Chiara Granato
Ciao Dottoressa Chiara, ho 30 anni e cerco una gravidanza da circa 4 anni.
Fino a cinque anni fa prendevo la pillola anticoncezionale, poi l’ho sospesa per provare a rimanere incinta. Poco dopo, però, ho avuto un corpo luteo emorragico e sono stata operata d’urgenza. Dopo l’intervento ho ripreso la pillola per un periodo, poi di nuovo l’ho sospesa, sempre sotto controllo del ginecologo, ma ogni volta che smettevo di assumerla comparivano cisti ovariche, quindi ricominciavo. Ho provato vari integratori per regolare l’ovulazione, monitorato i giorni fertili con gli stick e avuto rapporti mirati, ma niente.
Le visite ginecologiche non hanno evidenziato problemi e mio marito ha fatto lo spermiogramma: gli spermatozoi hanno una motilità ridotta. Da quasi un anno abbiamo rapporti non protetti ogni mese, ma la gravidanza non arriva. Desidero tanto diventare mamma, ma non so più se il problema siamo noi o se c'è qualcosa che sfugge ai professionisti che mi seguono. Puoi darmi un consiglio su cosa fare a questo punto?
Gelsomina

Ciao Gelsomina (Nome di Fantasia) grazie per avermi raccontato la tua storia. Da quello che descrivi, ci sono alcuni elementi chiave che possiamo affrontare fin da subito per capire come aumentare le probabilità di gravidanza: la tendenza alle cisti ovariche dopo la sospensione della pillola, la storia dell’intervento per corpo luteo emorragico e il problema di motilità degli spermatozoi di tuo marito.

Prima di pensare a eventuali trattamenti, è importante avere un quadro completo della vostra situazione di coppia, così da intervenire in modo mirato e concreto. Questo significa valutare la tua riserva ovarica, la regolarità dell’ovulazione, la pervietà delle tube e, contemporaneamente, fare un nuovo spermiogramma approfondito a tuo marito. Solo partendo da questi dati possiamo stabilire il percorso più efficace per voi.

Facciamo chiarezza sulla tua storia

Il corpo luteo è una fase normale del ciclo, ma a volte può rompersi e sanguinare troppo, come è accaduto a te. L’intervento d’urgenza è stato necessario, ma non significa che tu non possa più concepire. Tuttavia, in alcuni casi può lasciare piccole aderenze o influire leggermente sulla riserva ovarica, a seconda di quanto è stato esteso l’intervento.

Il fatto che le cisti siano tornate nel tempo ci suggerisce che c’è una tendenza del tuo ovaio a formarle: la pillola le tiene “a riposo”, ma non risolve la causa di fondo. È importante capire perché si formano, per agire in modo mirato e non solo “tamponare” il problema.

Dopo quattro anni di tentativi, è arrivato il momento di affidarsi a un Centro specializzato in Fertilità. Non significa “fare subito la fecondazione in vitro”, ma capire a fondo le cause insieme a professionisti che si occupano solo di questo. Tu hai 30 anni, un’età splendida per affrontare il percorso con buone possibilità di successo, quindi è il momento giusto per agire con metodo. Ricostruiamo i punti essenziali.

L’uso della pillola anticoncezionale può contribuire a controllare la formazione di cisti ovariche, mantenendo l’ovaio “a riposo”, ma ogni volta che viene sospesa le cisti tendono a ricomparire.

Le cisti ovariche e complicanze più acute come il corpo luteo emorragico, richiedono interventi chirurgici d’urgenza; tali procedure possono avere effetti sulla funzione ovarica e sulla fertilità futura.

Il monitoraggio dell’ovulazione, l’assunzione di integratori e i rapporti mirati nei sono strategie utili per aumentare le probabilità di concepimento, ma da soli non garantiscono sempre il successo.

Anche quando le visite ginecologiche e le ecografie risultano normali, è importante considerare fattori maschili, come la motilità e la qualità degli spermatozoi.

Una Gravidanza Difficoltosa - Dr.ssa Chiara Granato

Un valutazione completa

Dopo 4 anni di tentativi (considerando anche le interruzioni), è assolutamente consigliabile procedere con indagini più specialistiche. Lei ha 30 anni, un’età ottimale per agire con tempestività.

Un check-up mirato, anche del partner maschile, permette di identificare eventuali criticità e di pianificare i passi successivi in modo consapevole.

Un passo alla volta: insieme

Hai fatto tutto nel modo giusto: rapporti mirati, stick ovulatori, integratori. Ma se dopo quattro anni non è arrivata una gravidanza, anche con pause forzate, è giusto fermarsi e programmare un percorso più strutturato.
Il fatto che le ecografie siano “a posto” è positivo, ma non basta per dire che tutto funziona. Alcune cause di infertilità, come problemi di ovulazione, tube chiuse o piccole aderenze, non si vedono in una normale visita.

Il fattore maschile

Diagnosi precisa

Percorso personalizzato

Concentriamoci un attimo sulla bassa motilità degli spermatozoi di tuo marito. Anche con un numero adeguato di spermatozoi, se non si muovono bene hanno più difficoltà a raggiungere e fecondare l’ovocita. L’integratore che state prendendo è utile, ma sarà importante ripetere lo spermiogramma tra 3-6 mesi per valutare eventuali miglioramenti.

Non serve cercare un “colpevole”: spesso l’infertilità nasce dalla combinazione di più piccoli fattori, femminili e maschili. Ora l’obiettivo principale è capire chiaramente cosa succede e agire di conseguenza.

Oggi il tuo obiettivo non è ancora “rimanere incinta”, ma avere una diagnosi precisa. Da lì, puoi decidere insieme il percorso più adatto a te, stimolazione ovarica, inseminazione intrauterina o, se necessario, FIVET/ICSI.

Hai dalla tua parte la cosa più importante: la tua età e la tua determinazione. Con un percorso guidato e personalizzato, puoi affrontare i prossimi passi con fiducia, serenità e concrete possibilità di successo.

Domande frequenti

Un check-up completo include diverse valutazioni:

  • Riserva ovarica: tramite dosaggi ormonali come AMH, FSH, LH ed estradiolo, insieme alla conta dei follicoli antrali, per capire la quantità e qualità degli ovociti disponibili.

  • Ovulazione: verifica della regolarità dell’ovulazione e del funzionamento del corpo luteo, fondamentale per la produzione di progesterone.

  • Tube: controllo della pervietà tubarica tramite isterosalpingografia, importante soprattutto in caso di interventi chirurgici precedenti o episodi di cisti ovariche.

  • Ecografia pelvica dettagliata: permette di valutare endometrio, ovaie e segni di eventuale endometriosi, offrendo una visione completa della funzionalità dell’apparato riproduttivo femminile.

Le visite ginecologiche standard permettono di valutare l’aspetto generale degli organi riproduttivi e di rilevare eventuali anomalie evidenti, ma non sempre consentono di identificare tutte le cause di infertilità. Problemi come piccole aderenze post-chirurgiche, alterazioni della qualità degli ovociti, endometriosi lieve o blocchi parziali delle tube non sono sempre visibili con una ecografia di routine. Per questo, quando il concepimento non avviene dopo mesi di tentativi, è fondamentale eseguire un check-up completo e approfondito per valutare tutti i fattori che potrebbero limitare la fertilità.

La fertilità maschile non dipende solo dalla quantità di spermatozoi, ma anche da altri parametri fondamentali come la motilità, la morfologia e la qualità del DNA spermatico. Anche quando uno spermiogramma di base risulta nella norma, problemi come una motilità ridotta o una frammentazione del DNA possono rendere più difficile il concepimento. In questi casi, gli specialisti possono suggerire controlli approfonditi e strategie specifiche, come integratori mirati o tecniche di PMA, per aumentare le possibilità di ottenere una gravidanza.

Integratori mirati, monitoraggio dei cicli e rapporti mirati nei giorni fertili sono strumenti utili per supportare la fertilità, ma non garantiscono il successo del concepimento. Questo perché la fertilità dipende da un insieme complesso di fattori femminili e maschili: equilibrio ormonale, qualità degli ovociti, salute delle tube, endometrio e parametri spermatici. Anche in presenza di cicli regolari, le possibilità di gravidanza possono essere ridotte se esistono altri ostacoli non evidenti alle visite di routine. Quindi, pur essendo strategie utili, spesso è necessario un approccio più strutturato in un centro di fertilità.

È consigliabile rivolgersi a un centro di fertilità dopo circa 12 mesi di tentativi regolari di concepimento senza successo, oppure dopo 6 mesi se la donna ha più di 35 anni. Inoltre, la presenza di problematiche note, come alterazioni della motilità spermaticia, episodi di cisti ovariche ricorrenti o interventi chirurgici pregressi, giustifica un consulto precoce. L’obiettivo non è passare subito a tecniche avanzate come la fecondazione in vitro, ma ottenere una valutazione approfondita, una diagnosi chiara e un piano personalizzato per massimizzare le possibilità di concepimento in modo sicuro e mirato.