Preloader

Corso Vittorio Emanuele II, 35 (SA)

Viale Italia 269/271 (AV)

Prevenire la spina bifida: la scelta consapevole di Mariella

Anamnesi pregressa

Gravidanza precedente con spina bifida aperta e Aborto spontaneo

Metodiche impiegate

-----

Data di Arruolamento

22 Ottobre 2025

Durata del trattamento

In corso

Prevenire la Spina Bifida - Dr.ssa Chiara Granato
Buongiorno Dottoressa, sono una collega Medico di Medicina Generale. La disturbo per un parere, sono disperata. Dopo una gravidanza con diagnosi di spina bifida aperta (e un aborto spontaneo precedente con gravidanza interrotta al quinto mese), vorrei capire se, secondo lei, ci sono indagini o valutazioni specifiche da fare prima di provare per una nuova gravidanza, per ridurre al minimo il rischio di recidiva. Ho già fatto consulenza genetica tutto ok, visita ematologica che mostra mutazione in eterozigosi del gene MTHFR. Ho sempre assunto acido folico (prefolic, folina…). Mi chiedevo se fosse necessario indagare la mutazione anti-recettore del folato. O lei crede che debba assumere semplicemente un acido folico attivo ad alto dosaggio? Nel caso mi potrebbe consigliare quale? Grazie in anticipo.
Mariella

Cara Mariella (Nome di Fantasia), prima di tutto vorrei dirti ciò che raramente ci concediamo tra medici: mi dispiace davvero. Non per una diagnosi o per un esito clinico, ma per il peso che hai dovuto portare e che continui a portare. Le gravidanze interrotte non si archiviano come “casi”: restano come frammenti di vita sospesa che vengono fuori nei momenti più imprevedibili. Quando poi a vivere tutto questo è una donna che conosce la medicina, che sa leggere ogni referto e immagina in anticipo gli scenari, il dolore è doppio, personale e professionale.

Capisco il bisogno di prevenire, di proteggere un nuovo sogno. E la determinazione che riconosco nelle tue parole è  ammirevole. Hai già fatto molto: consulenza genetica negativa, approfondimenti ematologici, riflessione accurata sui folati e sulla possibile interferenza metabolica. Ma parlare di difetti del tubo neurale significa parlare di biologia embrionale precoce, di trasporto cellulare dei folati, di metilazione, di vascolarizzazione iniziale, di ambiente metabolico materno. Non esiste una risposta univoca, ma esistono strategie più solide di altre se la tua esigenza concreta è ridurre davvero, e non solo teoricamente, il rischio che una nuova gravidanza abbia gli stessi esiti della precedente. Ma vediamo con ordine.

Gestione del rischio e prevenzione

La consulenza genetica, che ha dato esito negativo per le principali anomalie cromosomiche e sindromiche, è un pilastro fondamentale e ti ha liberata da un enorme peso. Tuttavia, come ben sai, la genesi dei difetti del tubo neurale (DTN) è multifattoriale, dove genetica, epigenetica e fattori ambientali (in primis l’apporto di folati) si intrecciano. La tua domanda sulla mutazione del recettore del folato (FRα) e sul tipo di acido folico da assumere è il cuore del problema.

L’eterozigosi per MTHFR assume un’importanza cruciale. Il tuo dubbio professionale è più che legittimo: proseguire con un acido folico standard, passare a un dosaggio più alto, o utilizzare le forme attive (metafolina)? In generale, se presente questa mutazione, può compromettere l’ingresso dei folati nelle cellule, rendendo inefficace anche un dosaggio elevato di acido folico standard. Per cui, farei dei test per avere un quadro completo del tuo “profilo tromboifilico” con la ricerca di altre trombofilie ereditarie (Factor V Leiden, Mutazione della Protrombina G20210A, Proteina C, Proteina S, Antitrombina) e acquisite (Anticorpi Antifosfolipidi – LAC, anticardiolipina, anti-β2-glicoproteina I). L’ipercoagulabilità può giocare un ruolo nella patogenesi di alcuni DTN (Difetti del Tubo Neurale), interferendo con la vascolarizzazione placentare precoce.

Poi, indipendentemente dall’esito del test, la supplementazione va potenziata e personalizzata. La scelta dovrebbe ricadere su un acido folico già attivo (metafolina o L-metilfolato). Queste forme bypassano il “blocco” enzimatico MTHFR, garantendo un apporto immediatamente biodisponibile di folati per i processi metabolici, tra cui la metilazione del DNA e la sintesi di nucleotidi. Le linee guida internazionali per la prevenzione delle recidive di DTN raccomandano un dosaggio di 4-5 mg/die di acido folico. Nel tuo caso, data la mutazione MTHFR, sarebbe consigliabile utilizzare questa dose sotto forma di L-metilfolato. L’assunzione deve iniziare almeno 3 mesi prima del concepimento e proseguire almeno fino alla 12a settimana di gestazione.

Non è solo “quanti folati”, ma “come arrivano dove servono”. Nelle recidive di difetti del tubo neurale analizzare il pathway di trasporto può chiarire se il problema sia quantitativo o funzionale.

La variante MTHFR, isolata, ha un impatto modesto. Ma nel suo caso non va letta “da sola”. Va contestualizzata all’interno di un rischio già espresso nella storia ostetrica

Peso, infiammazione cronica, carenze nutrizionali, interferenze da farmaci, squilibri nella coagulazione: ogni elemento può alterare la qualità dell’ambiente embrionale

La supervisione non serve per “complicare” il percorso, ma per alleggerirlo. Anticipando i rischi, definendo protocolli, programmando monitoraggi ecografici più precoci e più sensibili.

Strategie personalizzate per te

Mariella, analizzando la tua storia, un approccio strutturato e differenziato è essenziale. L’obiettivo non è solo “somministrare folati“, ma garantire che questi raggiungano efficacemente i tessuti embrionali nel periodo critico della neurulazione (tra la 3a e la 4a settimana di gestazione). Ecco cosa posso consigliarti per step.

Proteggere il futuro: il percorso verso la maternità

Mariella, tu sai benissimo che ogni donna ha una storia e delle condizioni uniche. Nel tuo caso occorre costruire un percorso che consideri il tuo vissuto ostetrico e genetico. Affrontare la prevenzione in modo mirato ti aiuta a ridurre i rischi e a creare le migliori condizioni possibili per una gravidanza serena. Pianificare una gravidanza successivamente al riscontro di difetti del tubo neurale non è cosa da poco. Si tratta di una gravidanza che merita un alto livello di attenzione.

È per questo che un Centro specializzato in Medicina della Riproduzione non rappresenta una “scelta estrema”, ma la cornice in cui tutte le competenze convergono e dialogano. Non è il luogo che spinge verso trattamenti, ma quello che aiuta a capire quali passi servono davvero e quali no. In questi centri la tua mutazione verrà contestualizzata, non sopravvalutata. Il monitoraggio sarà attento, precoce e dettagliato, con ecografie mirate alla ricerca di DTN già dalla prima epoca gestazionale. Ti verrà assicurata una dieta ricca di folati naturali per ottimizzare l’indice di massa corporea. E potrai rivedere, proprio in virtù delle tue conoscenze, l’assunzione di farmaci che possono interferire con il metabolismo dei folati.
Le decisioni verranno condivise in equìpe, non delegate, per ottenere diagnosi accurate, attuare strategie individualizzate e applicare timing dei protocolli nella maniera più idonea.

Diagnosi accurata

Strategia personalizzata

Timing dei Protocolli

Ecco perché dovrai valutare, attentamente, il Centro a cui ti affiderai, perché nessun Centro nè pubblico, nè privato può garantire il tuo futuro o quello del tuo bambino, ma può contribuire efficacemente a costruire un terreno più favorevole.
Tu ha già fatto il primo passo: cercare risposte. Ora ti serve un luogo in cui quelle risposte possano essere integrate e un’équipe che si prenda cura non solo della tua fertilità, ma della tua serenità.

Domande frequenti

Perché una recidiva, pur non essendo inevitabile, non è sovrapponibile al rischio della popolazione generale. Questo significa che la preparazione deve essere più accurata: supplementazione calibrata, studio del metabolismo dei folati, valutazione dei fattori vascolari e un monitoraggio precoce della gravidanza. L’obiettivo non è creare allarmismo, ma costruire un ambiente materno il più favorevole possibile nelle primissime settimane, quando il tubo neurale si chiude.

No, isolatamente non lo spiega. Tuttavia, in una storia in cui un difetto del tubo neurale si è già verificato, la mutazione assume un significato diverso: non è la causa, ma può essere un co-fattore che riduce l’efficienza del metabolismo dei folati. È il contesto che cambia l’interpretazione della variante, non la variante in sé.

In molte donne no, non serve. Ma nei casi di DTN ricorrenti o quando si sospetta un’effettiva difficoltà di trasporto intracellulare, questa indagine può diventare significativa. Conoscere la capacità reale delle cellule di utilizzare i folati permette di scegliere la forma e il dosaggio più adatti, evitando strategie “standard” che potrebbero non essere sufficienti.

 

Perché un centro di medicina della riproduzione non gestisce solo la fertilità, ma tutto ciò che ruota attorno alla fase preconcezionale, alla biologia iniziale dell’embrione, alla qualità dell’ambiente materno e all’integrazione tra ematologia, genetica e medicina fetale. Questi centri hanno protocolli specifici per le gravidanze ad alto rischio precoce e offrono una regia che altrove è difficile trovare.

Sì, perché il tubo neurale si chiude quando molte donne non sanno nemmeno di essere incinte. Ciò che si fa prima del concepimento determina la disponibilità di folati attivi nelle primissime settimane. Non conta solo “assumerli”, ma assicurarsi che siano biodisponibili, che il metabolismo sia supportato e che l’ambiente materno sia ottimizzato.