Infertilità
ICSI, Fivet, Eterologa
15 Giugno 2024
Ancora in corso
Salve Ilenia (Nome di Fantasia). Grazie per la sua domanda, molto precisa e che tocca un punto cruciale e spesso fonte di confusione nel panorama della PMA in Italia. Vero è che le nuove prestazioni sanitarie essenziali che ogni cittadino ha diritto di ricevere, con la Manovra economica 2025-2030, dovrebbero essere gratuite o prevedere il pagamento di un ticket uniforme su scala nazionale. Ma il condizionale è d’obbligo. Cerchiamo di fare chiarezza punto per punto, distinguendo tra ciò che è certo e le zone d’ombra ancora esistenti.
La tua affermazione è corretta ma serve chiarire il quadro normativo e le sue implicazioni pratiche. I vecchi LEA del 2017 prevedevano un numero limitato di tentativi di PMA a carico del SSN, variabile in base all’età. Con la Legge di Bilancio 2024, è stato introdotto un cambiamento significativo: l’azzeramento del conteggio per tutte le donne in età fertile, indipendentemente dai cicli già effettuati. Tuttavia, l’applicazione concreta di questa norma non è ancora uniforme in tutta Italia, generando confusione e disuguaglianze regionali. Per questo è fondamentale informarsi presso il proprio Centro PMA o ASL di riferimento, così da avere indicazioni aggiornate e ufficiali.
Prevedevano 3 tentativi prima dei 40 anni, 2 dopo, poi nessun diritto al SSN. Il limite era rigido e legato all’età anagrafica della donna e non teneva conto della situazione clinica individuale.
Il “conteggio” riparte da zero per tutte le donne in età fertile, a prescindere dai cicli passati. È una misura introdotta con la Legge di Bilancio 2024, pensata per ampliare l’accesso alla PMA tramite SSN.
Alcune Regioni hanno già applicato l’azzeramento, altre attendono i decreti attuativi. La situazione è variabile e dipende dalla Regione di residenza e dal centro PMA di riferimento.
Contatta il tuo Centro PMA o la ASL locale per sapere se la tua Regione ha recepito la norma. Solo così puoi avere una conferma ufficiale sul tuo diritto ai nuovi cicli.
Questo è un altro punto fondamentale. Il nuovo limite massimo è di 6 tentativi a carico del SSN, ma cosa si intende esattamente per “tentativo”?
La definizione più corretta e comune, basata sulle linee guida e sulle interpretazioni più diffuse, è la seguente:
La recente evoluzione normativa in materia di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) ha introdotto un cambiamento significativo per tutte le coppie italiane: l’azzeramento del conteggio dei tentativi a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Questo principio, sancito dalla Legge di Bilancio 2024, stabilisce che tutte le donne in età fertile possano accedere nuovamente ai trattamenti di PMA, indipendentemente dai cicli già effettuati in passato. Si tratta di una misura inclusiva e paritaria, pensata per ampliare l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita e superare le limitazioni imposte dai vecchi LEA del 2017, che prevedevano un massimo di 3 tentativi prima dei 40 anni e 2 dopo, oltre i quali non si aveva più diritto al rimborso da parte del SSN.
Tuttavia, l’applicazione concreta di questa norma non è ancora uniforme su tutto il territorio nazionale. Il motivo principale è che i nuovi “Nomenclatori”, ovvero l’elenco dettagliato delle prestazioni sanitarie garantite, non sono stati ancora pubblicati in forma definitiva. Questo ha generato una situazione a due velocità: da un lato, ci sono Regioni che hanno già recepito la norma, emanando circolari interne che permettono l’accesso a nuovi cicli di PMA a carico del SSN; dall’altro, ci sono Regioni che attendono i decreti attuativi nazionali, mantenendo temporaneamente le vecchie regole. Di conseguenza, il diritto effettivo all’azzeramento dipende dalla Regione di residenza e dal Centro PMA di riferimento.
In questo contesto, è fondamentale comprendere cosa si intende per tentativo. Secondo i nuovi LEA, un tentativo corrisponde a un prelievo ovarico (pick-up) e a tutti i transfer (sia freschi che crioconservati) degli embrioni derivanti da quel prelievo. Non si conteggiano quindi i singoli transfer come tentativi separati, ma si considera l’intero ciclo embrionale come un’unica unità. Inoltre, è importante sapere che i cicli con tecnica eterologa (cioè con donazione di ovociti o spermatozoi) seguono regole e conteggi separati: non influiscono sul numero massimo di 6 tentativi omologhi previsti dal SSN.
Quindi, il mio consiglio è di prenotare un colloquio con il medico del tuo Centro PMA di riferimento. I professionisti di medicina della riproduzione, anche se operano nel privato, hanno l’obbligo di conoscere le disposizioni attuative regionali e potranno offrirti una risposta certa e personalizzata, verificando la tua situazione clinica, il tuo conteggio residuo e le opportunità disponibili secondo le nuove regole. Questo passaggio è fondamentale per evitare fraintendimenti e per pianificare il percorso in modo consapevole e tutelato.
Il nuovo tariffario LEA, approvato a fine 2024 e operativo dal 1° gennaio 2025, prevede fino a 6 cicli di PMA coperti dal SSN. Questo vale per le tecniche omologhe e, in alcune Regioni, anche per quelle eterologhe.
Non necessariamente. I cicli effettuati in regime privato o in Regioni che non applicavano ancora i LEA potrebbero non essere registrati nel sistema sanitario nazionale. Tuttavia, ogni ASL o centro PMA può valutare caso per caso. È consigliabile presentare la documentazione dei cicli precedenti per chiarire se rientrano nel conteggio.
Un ciclo comprende stimolazione ovarica, prelievo ovocitario, fecondazione in vitro e trasferimento embrionale. Se il transfer non avviene per motivi clinici, il ciclo può essere considerato incompleto e non conteggiato. Anche i cicli interrotti prima del pick-up potrebbero non essere inclusi nel conteggio ufficiale.
In questo caso, la coppia potrebbe non avere diritto ad altri cicli gratuiti, ma è importante verificare con il proprio centro PMA. Alcune Regioni potrebbero concedere ulteriori cicli se quelli precedenti non erano coperti dal SSN o se non sono stati completati.
Serve una prescrizione medica, la valutazione di infertilità e l’inserimento nel percorso PMA tramite il SSN. È fondamentale rivolgersi a un centro autorizzato e verificare con la propria ASL se si ha diritto ai cicli gratuiti, tenendo conto della propria storia clinica e dei tentativi già effettuati.
Prenota la tua consulenza con i nostri esperti, il primo passo verso il tuo percorso di genitorialità.