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La gravidanza di Marina
dopo il Citomegalovirus

Anamnesi pregressa

Citomegalovirus, IgM+ IgG+

Metodiche impiegate

PGT-A

Data di Arruolamento

9 Marzo 2025

Durata del Trattamento

Gravidanza naturale dopo 6 mesi

Gravidanza dopo Citomegalovirus - Dr.ssa Chiara Granato
Buonasera dottoressa, le volevo chiedere un’informazione... Dal momento in cui si contrae il citomegalovirus con le IgM e le IgG positive, a febbraio 2025, quanto tempo dovrò attendere per pianificare una gravidanza, tenendo presente che a maggio dovrò ripetere le analisi? Se dovessi risultare negativa, dovrò effettuare altri esami per escludere altre complicazioni? Secondo la prassi consolidata, quanti mesi dovrei attendere? La ringrazio infinitamente.
Marina C.

Buonasera Marina (Nome di fantasia), grazie per la domanda. È comprensibile avere timori e preoccupazioni, in generale sempre, quando si sta pianificando una gravidanza. A maggior ragione dopo aver contratto un’infezione da Citomegalovirus (CMV). Si tratta di un percorso che, se affrontato con la giusta preparazione, può essere vissuto con serenità. Avere al tuo fianco un’equipe medica strutturata, tipicamente composta da un Ginecologo, un Infettivologo e da un Embriologo specializzato in Procreazione Medicalmente Assistita, è non solo un’opportunità ma una scelta che consente ai professionisti di affrontare la problematica da più punti di vista evitando che tu debba farti carico di collegare i pezzi di un puzzle e pregiudicare gli esiti dei cicli procreativi.

Ma veniamo alla tua domanda. 

Gravidanza dopo un'infezione da Citomegalovirus (CMV)

Dunque Marina, se a Febbraio 2025 le tue IgM e IgG sono entrambe positive, significa che l’infezione è in fase attiva/recente. La prassi consolidata, come da linee guida della maggior parte delle società scientifiche di ginecologia e infettivologia, prevede di attendere circa 6 mesi dalla sieroconversione (cioè dal momento in cui si è contratta l’infezione) prima di provare a concepire.

Perché aspettare 6 mesi?

Il rischio principale del CMV in gravidanza è la trasmissione dell’infezione al feto (infezione congenita). Questo rischio è più alto quando la madre contrae l’infezione per la prima volta (infezione primaria) proprio durante la gravidanza, soprattutto nel primo e secondo trimestre. Tuttavia, anche un’infezione riattivata o una reinfezione (in una persona già immune) possono, seppur con probabilità molto più basse, essere trasmesse al feto. L’attesa di 6 mesi serve a garantire che l’infezione attiva si risolva, che la carica virale diminuisca e che l’organismo sviluppi una risposta immunitaria stabile. In questo lasso di tempo, le IgM di solito diventano negative (o si abbassano significativamente) e le IgG rimangono positive, indicando un’infezione passata e un’immunità consolidata.

La positività simultanea di IgM e IgG indica una fase recente o attiva dell’infezione da CMV. Questo richiede attenzione, soprattutto in vista di una gravidanza.

Le linee guida raccomandano di attendere circa sei mesi dalla sieroconversione prima di concepire. Questo periodo riduce il rischio di trasmissione del virus al bambino in utero.

Il Citomegalovirus può essere trasmesso al feto, con maggior rischio se l’infezione è primaria e avviene in gravidanza. L’attesa consente la risoluzione dell’infezione.

Se il prossimo Maggio le IgM dovessero risultare negative e le IgG positive, l’immunità sarà consolidata. Il concepimento potrà essere valutato in sicurezza e serenità da Agosto 2025.

Gravidanza dopo Citomegalovirus - Dr.ssa Chiara Granato

A quando per il controllo?

Se il prossimo maggio le IgM e IgG fossero negative, in questa evenienza (meno comune ma possibile), significherebbe che l’infezione di Febbraio non era da Citomegalovirus ma di un falso positivo (raro ma possibile) o che la stessa infezione si è risolta in modo atipico. In ogni caso il concepimento potrà essere valutato in sicurezza. In questo caso:

Tempi di attesa dopo CMV: qual è la prassi?

Secondo le linee guida internazionali, in caso di infezione primaria da CMV (con IgM e IgG positive simultaneamente) si raccomanda di attendere circa sei mesi prima di pianificare una gravidanza. Questo periodo non è casuale, ma è fondamentale per consentire al sistema immunitario di sviluppare una risposta completa, riducendo così al minimo il rischio di trasmissione al feto.

Attesa dall'infezione

Controllo sierologico

Supporto medico

Nel tuo caso specifico, la sieroconversione di febbraio 2025 (IgM+ e IgG+) segna l’inizio della risposta immunitaria al Citomegalovirus. I tre mesi di tempo di attesa (fino a maggio) rappresenta il lasso temporale da concedere al nostro sistema immunitario per favorire il passaggio da “infezione attiva” a “immunità duratura“. Attendendo che le IgM, “sentinelle a breve termine“, si riducano, mentre le IgG, “memoria immunitaria a lungo termine“, si stabilizzino. A maggio avremmo la conferma biologica che l’infezione è conclusa e che hai sviluppato protezione.

A quel punto, Agosto 2025 (sei mesi completi da febbraio) sarà il traguardo di un percorso biologico documentato, oltre il quale il rischio di trasmissione al feto si riduce a livelli minimi, permettendoti di programmare la gravidanza in serenità.

Domande frequenti

Secondo la prassi consolidata, è consigliabile attendere circa sei mesi dalla diagnosi di infezione primaria. Questo periodo consente al sistema immunitario di consolidare la risposta e riduce significativamente il rischio di trasmissione al nascituro. L’attesa è una misura precauzionale per garantire una gravidanza più sicura e serena.

Il controllo a tre mesi serve a verificare che le IgM siano negative o in calo e che le IgG restino positive, segno di immunità consolidata. Questo passaggio è fondamentale per confermare che l’infezione si è risolta e che il tuo organismo ha sviluppato una protezione stabile. Solo con questo quadro si può pianificare la gravidanza in sicurezza.

Una sieronegatività completa potrebbe indicare che l’infezione di Febbraio non era realmente da CMV, oppure che si è risolta in modo atipico. In questo caso, non sono necessari ulteriori esami per complicazioni legate al CMV, ma è importante sapere che sei suscettibile a una futura infezione. La prevenzione diventa quindi prioritaria.

No, se le analisi mostrano IgM e IgG negative, non è necessario approfondire con altri esami specifici per il CMV. Tuttavia, essendo sieronegativa, è fondamentale adottare misure igieniche rigorose per evitare di contrarre il virus durante la gravidanza. Il tuo ginecologo potrà consigliarti strategie preventive personalizzate.

La raccomandazione generale è di attendere fino ad Agosto 2025, cioè sei mesi dopo la diagnosi, per iniziare a pianificare la gravidanza. Questo vale se a Maggio le analisi confermano la risoluzione dell’infezione. Anticipare i tempi potrebbe aumentare il rischio di trasmissione, quindi è meglio procedere con cautela e sotto supervisione medica.