Riserva ovarica ridotta
ICSI
5 Luglio 2024
Gravidanza dopo 18 mesi
Certamente Clotilde (Nome di Fantasia). Comprendo perfettamente lo sconforto e la delusione che deve provare dopo aver affrontato un ciclo di stimolazione senza ottenere alcun ovocita. È un evento, purtroppo noto in PMA, chiamato Sindrome dell’Ovaio Vuoto (Empty Follicle Syndrome – EFS).
Si tratta di una condizione rara, in cui non è possibile recuperare ovociti da un’ovaia durante un ciclo di fecondazione in vitro (FIV). Quindi, nonostante i follicoli sembrino svilupparsi normalmente e i livelli ormonali (come l’estradiolo) siano appropriati, gli esiti rimangono inspiegati. Ma, nel tuo caso, alcune peculiarità fanno pensare a una situazione più complessa che deve essere analizzata in maniera puntuale.
Il tuo caso è estremamente rilevante: follicoli visibili, di dimensioni corrette, ma vuoti al pick-up. Questo fenomeno può essere deprimente, soprattutto dopo una stimolazione apparentemente efficace. E le cause possono essere multiple ed interconnesse, quindi non sempre facilmente identificabili. È importante analizzare ogni fase del processo per comprendere cosa possa aver ostacolato il recupero degli ovociti.
La forma genuina è rara e idiopatica. Mentre la EPS falsa è più frequente e legata a errori nel trigger o nel pick-up. Distinguere tra le due è essenziale per capire se si tratta di un evento isolato o meno.
Con un AMH di 0.75 ng/mL, la risposta può essere limitata e la qualità ovocitaria compromessa. Anche follicoli apparentemente maturi possono contenere ovociti atresici o non vitali.
L’Ovitrelle serve a staccare l’ovocita dal follicolo, ma può fallire per assorbimento o tempistica errata. Se l’ovocita non si stacca, non può essere aspirato durante il prelievo.
Il prelievo standard a 36 ore dal trigger può non adattarsi alla tua finestra biologica di maturazione. In alcuni casi, anticipare o posticipare il pick-up migliora il recupero ovocitario.
Dopo un ciclo con follicoli vuoti, rimane fondamentale un’analisi tecnica e biologica accurata. Sì da contare su indicazioni preziose per ottimizzare il prossimo tentativo e ridurre l’incertezza. Questo passaggio è cruciale per evitare di ripetere gli stessi errori procedurali e per adattare il protocollo alle caratteristiche individuali della paziente.
Il principio di gradualità è un pilastro della medicina riproduttiva. Suggerisce di procedere con tecniche più invasive solo quando quelle più semplici hanno fallito o risultano non più attuabili. Questo approccio non è solo medico, ma anche emotivo: consente di rispettare i tempi della coppia, di evitare decisioni affrettate e di costruire un percorso più consapevole. Nel tuo caso, la fecondazione eterologa è certamente un’opzione importante, ma è prematuro considerarla l’unica strada dopo un solo tentativo, soprattutto con un esito così particolare e tecnicamente complesso. Serve una riflessione lucida, rispettosa della storia clinica e personale, per orientarsi con coraggio e chiarezza.
Il primo passo è prenotare un colloquio approfondito con l’equipe del Centro di PMA (ginecologo, embriologo, genetista ecc.), per analizzare il ciclo appena concluso. È fondamentale chiarire se l’Ovitrelle ha funzionato correttamente, se il timing del pick-up era adatto e se i valori ormonali erano coerenti con la risposta follicolare.
Certo, un solo fallimento non definisce il suo potenziale. Si può proporre un protocollo diverso, adattato alla tua bassa riserva ovarica (DOR). Un protocollo con agonisti GnRH (lungo o corto) può offrire un controllo migliore sulla crescita follicolare. In alternativa, una stimolazione “soft”o Mini-IVF, con dosaggi più bassi di gonadotropine, può favorire la selezione di follicoli di qualità, evitando di “stressare” l’ovaio. Anche un solo ovocita, se valido, può dare buone probabilità.
La fecondazione eterologa con ovociti di donatrice è l’opzione con le più alte probabilità di successo per transfer, soprattutto in caso di DOR severa. Tuttavia, è un passaggio delicato, che richiede tempo, consapevolezza e preparazione emotiva. Può essere presa in considerazione dopo 2–3 tentativi di FIVET omologa falliti, se le analisi del partner aggiungono complessità, o se si decide di privilegiare le probabilità di successo nel minor tempo possibile, evitando lo stress di ripetuti fallimenti.
Questo percorso non è rigido, ma adattabile. Ogni fase è un’occasione per raccogliere informazioni, rafforzare la fiducia e costruire una strategia personalizzata, rispettosa della tua storia e dei vostri tempi.
La condizione è nota come Empty Follicle Syndrome (EFS). Può essere “falsa”, legata a problemi tecnici come assorbimento insufficiente dell’Ovitrelle o timing errato, oppure “genuina”, più rara, legata a cause biologiche. Anche in presenza di follicoli visibili, l’ovocita può non essersi staccato o non essersi formato correttamente.
Un AMH sotto 1 ng/mL indica bassa riserva ovarica (DOR). In questi casi, anche se i follicoli crescono, è più probabile che siano vuoti o contengano ovociti non vitali. La DOR è associata a una maggiore incidenza di EFS e a risposte imprevedibili alla stimolazione.
Il principio di gradualità suggerisce di esplorare prima soluzioni meno invasive. Dopo un solo tentativo, è prematuro abbandonare l’omologa. Si può valutare un protocollo diverso, come Mini-IVF o trigger con agonista GnRH, prima di considerare l’eterologa.
È lo standard, ma non sempre è ottimale per tutte le pazienti. Alcune donne hanno una finestra di maturazione diversa, e un pick-up anticipato o posticipato può migliorare il recupero ovocitario. Serve una valutazione personalizzata basata sulla risposta ormonale.
Richiedere un colloquio tecnico per analizzare il ciclo e il timing del trigger, valutare un protocollo di stimolazione alternativo più adatto alla DOR, monitorare con più precisione la maturazione follicolare e considerare test aggiuntivi come estradiolo, progesterone e ecografie ravvicinate.
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