Gravidanza dopo aborto spontaneo
IUI, FIVET
28 Marzo 2024
Gravidanza dopo 12 mesi
Ciao Grazia. L’espulsione involontaria di un embrione o del feto prima della 20ª settimana di gestazione, purtroppo, è un evento piuttosto frequente. Secondo le statistiche, mediamente, solo dal 30 al 50% delle gravidanze progredisce oltre il primo trimestre. Quali le ragioni?
Possono essere molteplici e sembrano essere, per lo più, riconducibili ad anomalie cromosomiche dell’embrione o del feto, a malattie vascolari, all’età avanzata della mamma o a storie di precedenti aborti spontanei. Comprendere e diagnosticare le cause dell’aborto spontaneo è fondamentale, al fine di poter portare a termine una successiva gravidanza, talvolta anche con l’aiuto della PMA.
“Come faccio a far sì che una terza gravidanza vada tutto bene?” È la domanda che molte donne si pongono dopo aver vissuto un lutto prenatale. La risposta non è semplice, ma ci sono passi concreti che puoi fare per metterti nelle condizioni migliori possibili sia fisiche che emotive. Il tuo corpo ha attraversato un’esperienza complessa, ma c’è anche spazio per la speranza, per la preparazione, per un nuovo inizio consapevole.
Hai fatto benissimo a seguire con costanza i controlli delle Beta-hCG: attendere 6 mesi dall’azzeramento è il protocollo standard per evitare complicazioni e proteggere la futura gravidanza.
Prima di concepire, prenditi cura di te con acido folico, vitamine, alimentazione equilibrata e attività fisica moderata. Evita fumo, alcol e caffeina: ogni gesto di cura è un passo verso una nuova possibilità.
L’elaborazione del lutto è un processo personale e soggettivo, che richiede tempo, supporto e la possibilità di dare voce al proprio dolore. Uno psicologo esperto può aiutarti a gestire l’ansia.
Dopo l’esperienza dolorosa che hai attraversato, è normale provare paura. Ritrovare fiducia significa integrare il tuo vissuto e accogliere ogni possibilità con rispetto, verso te stessa, e speranza per il futuro.
“Mi consiglia di fissare un appuntamento con un dottore specializzato in infertilità?” Sì, è consigliabile fissare un appuntamento con uno specialista in medicina della riproduzione o un ginecologo esperto in gravidanze dopo lutti prenatali. Perché potrebbe essere necessario un trattamento personalizzato e una pianificazione attenta e meticolosa. Occorreranno:
Uno specialista in medicina della riproduzione potrà rivedere con attenzione tutta la tua storia clinica, in modo da ricostruire un quadro preciso, che tenga conto delle tue esigenze. Non si tratta solo di “fare il punto”, ma di trasformare l’incertezza in consapevolezza, e la paura in un piano programmatico. Lo specialista potrà indicarti esami mirati da eseguire prima di tentare un nuovo concepimento, per assicurarsi che il tuo corpo sia pronto ad accogliere una nuova vita. Tra questi:
Sapere in anticipo che verranno effettuati dosaggi frequenti delle Beta-hCG nelle prime settimane ti aiuta a tenere sotto controllo l’evoluzione iniziale, a intercettare subito eventuali anomalie. Sentirti seguita con regolarità, attraverso controlli ravvicinati, rappresenta un canale diretto con il tuo medico e ti permetterà di non sentirti mai sola. Ogni dubbio, ogni sintomo, ogni emozione potrà essere condivisa e affrontata con tempestività. Questo tipo di accompagnamento non è solo clinico, è anche emotivo: sapere che c’è qualcuno che conosce la tua storia, che ti ascolta e che ha già previsto ogni passo, ti restituisce un senso di controllo, fondamentale per gestire l’ansia.
Avere un piano definito è il primo passo verso una nuova possibilità, costruita su basi solide, su una cura attenta e rispettosa e su una alleanza terapeutica che ti sostiene. Perché ogni gravidanza, dopo un lutto, è un vero e proprio “atto di coraggio“.
Sì. La maggior parte delle donne che ha avuto un aborto spontaneo riesce ad avere una gravidanza sana in seguito. L’aborto è spesso un evento isolato, causato da anomalie cromosomiche non prevedibili.
Dipende dal tipo di aborto e dalle condizioni fisiche ed emotive della donna. Molti ginecologi consigliano di attendere almeno un ciclo mestruale completo, ma in assenza di complicazioni, è possibile riprovare già dopo 1–2 mesi.
Se l’aborto è stato singolo e precoce, spesso non sono necessari esami approfonditi. In caso di aborti ripetuti, si consigliano: dosaggi ormonali, ecografia pelvica, isteroscopia, esami genetici (cariotipo), e test per trombofilia.
Dopo un singolo aborto spontaneo, il rischio di recidiva è basso. Tuttavia, in caso di aborti multipli o tardivi, è importante un monitoraggio più attento per prevenire complicanze come insufficienza cervicale o problemi di impianto.
È normale provare ansia. Un supporto psicologico può aiutare, così come un dialogo aperto con il ginecologo. Sapere che molte gravidanze successive vanno a buon fine è un messaggio rassicurante. La prevenzione, la conoscenza e l’ascolto sono fondamentali.
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